Roma, 26 mar. (askanews) - "Dall'analisi dei dati emergono con chiarezza una minore disponibilità di risorse idriche, un aumento della domanda d'acqua e un progressivo peggioramento delle condizioni climatiche caratterizzate da temperature sempre più alte e da lunghi periodi di siccità alternati a forti precipitazioni. Il Paese è rimasto indietro e negli ultimi trent'anni non ha investito adeguatamente sulle infrastrutture idriche. Ciò che si può fare a breve termine è certamente agire sui comportamenti per ridurre gli sprechi, investire sulla manutenzione, realizzare piccoli invasi ed installare desalinizzatori mobili per far fronte ai picchi turistici estivi. Nel frattempo, occorre accelerare sulla riduzione delle perdite idriche e sulla realizzazione delle connessioni tra i diversi sistemi acquedottistici. A questo bisogna associare la ricerca di altre fonti approvvigionamento, ricorrendo, in particolare, al riuso delle acque reflue: oggi, solo nel distretto dell'appennino centrale, un miliardo di metri cubi d'acqua finisce in mare senza essere riutilizzato in alcun modo". Lo ha detto Marco Casini, segretario generale AUBAC a Largo Chigi, il format in onda su Urania Tv. Casini ha poi parlato dell'importanza del bilancio idrico per conoscere il rapporto tra domanda e offerta d'acqua di un territorio e programmarne correttamente gli utilizzi presenti e futuri. Secondo Casini "il rapporto tra domanda e offerta d'acqua deve essere noto, regolato e programmato al fine di consentire un corretto bilanciamento dei diversi interessi, antropici e naturali, comprese le nuove richieste che oggi arrivano dai data center e dalla produzione di idrogeno verde. Per far questo occorre poter disporre per ciascun bacino idrografico di un vero e proprio bilancio idrico che prenda in considerazione gli stock superficiali e sotterranei disponibili, gli apporti meteorici, i fabbisogni, i prelievi, i consumi, nonché le risorse necessarie alla conservazione degli ecosistemi acquatici. Una corretta e più efficiente gestione della risorsa idrica è pertanto un problema essenzialmente di conoscenza che, rispetto al passato, deve essere sempre più dinamica, dettagliata e puntuale. Questo oggi è possibile grazie alla digitalizzazione e ai notevoli progressi nei campi del telerilevamento terrestre e satellitare, del GIS e dell'intelligenza artificiale".