Milano, 26 feb. (askanews) - Guardati a vista dai soldati israeliani, alcuni palestinesi sfidano la sorte pur di recuperare i loro beni personali. I campi profughi della Cisgiordania sono presidiati, i bulldozer in azione. "Non stiamo molto meglio della gente di Gaza", dice Amal, che ha dovuto lasciare il campo di Nur Shams nella Cisgiordania occupata a causa delle operazioni dell'esercito israeliano.
Ora sta tornando per recuperare i suoi averi dopo che i residenti del campo hanno ricevuto avvisi di demolizione.
"Se Dio vuole torneremo al campo, anche se dovremo vivere in una tenda", ha aggiunto Amal. "Sono venuta a prendere i miei averi più importanti e ho visto la casa avvolta nelle fiamme, nessuno è riuscito a entrare e a controllare per dirmi com'era la situazione all'interno", ha detto Maysar Chehadeh, anche lei residente nel campo.
Israele ha comunicato domenica che le sue truppe rimarranno per molti mesi nei campi profughi evacuati nella Cisgiordania settentrionale - Jenin, Tulkarem e Nur Shams - con l'obiettivo di "impedire il ritorno dei residenti e la rinascita del terrorismo".
Il gruppo militante Jihad islamica ha affermato che le evacuazioni di massa e il primo schieramento di carri armati israeliani nel territorio dall'inizio degli anni 2000 "confermano i piani dell'occupazione di annettere la Cisgiordania con la forza".