Cagliari, 3 apr. (askanews) - Neptune Strike, una complessa dimostrazione di capacità marittime di alto livello integrate della Nato, attraverso una serie di attività dinamiche e dimostrazioni nelle aree operative congiunte dell'Alleanza, coinvolge anche la più grande unità mai costruita per la Marina Militare dalla cantieristica nazionale dal secondo dopoguerra a oggi, Nave Trieste. Come ci spiega il capitano di vascello Francesco Marzi, comandante di nave Trieste:
"Nave Trieste al momento sta operando, sotto il Comando della Terza Divisione Navale con le altre unità anfibie della Marina Militare. Partecipiamo alla Neptune Strike, quale dimostrazione delle capacità anfibie della Marina Militare in supporto all'Alleanza".
Estremamente all'avanguardia, colpisce per la novità che rappresenta con il meglio della tecnologia navale italiana. Concepita come una Landing Helicopter Dock (LHD), combina diverse capacita operative, come la proiezione della Forza da Sbarco, il supporto logistico dal mare e le operazioni aeree.
"Nave Trieste è stata consegnata alla Marina Militare nel 2024, è un'unità nuova che ha incrementato notevolmente le capacità della Marina Militare di operare nel settore anfibio. È un'unità anfibia multiruolo e riesce, insieme con le altre unità, ad aumentare le capacità di trasporto e sbarco di mezzi e personale in altri territori. Multiruolo in quanto sia ha la possibilità di imbarcare e sbarcare mezzi anfibi su terra, sia ha una capacità aerea per cui potrà operare oltre che con elicotteri, con i velivoli F-35, ma ha anche una notevole capacità sanitaria per cui si potrebbero imbarcare mezzi non strettamente militari, ad esempio di protezione civile o di altri enti e organizzazioni, qualora fosse necessario andare ad operare in supporto di altre popolazioni in caso di calamità naturali o di eventuali disastri".
Servizio di Cristina Giuliano
Montaggio e immagini askanews