Mandalay, (Myanmar) 2 apr. (askanews) - A Mandalay, seconda città del Myanmar (Birmania) e la più colpita dal devastante sisma che ha scosso il Paese cinque giorni fa, i monaci rimuovono anche a mani nude le macerie di quello che era il muro dello storico monastero buddista di Thahtay Kyaung.
Sono al lavoro per togliere i cumuli di detriti e accumulare mattoni sciolti e altro materiale sbriciolato in grandi teli, per spianare le macerie e ricavare un passaggio per i pedoni.
Il Paese del Sud-Est asiatico, con oltre 50 milioni di abitanti, sta ancora facendo i conti con l'entità dei danni causati dal sisma, che finora ha provocato quasi 3.000 morti accertati. La scossa più forte di magnitudo 7.7 ha raso al suolo molti edifici di Mandalay e sconvolto la vita dei suoi oltre 1,7 milioni di abitanti.