ULTIME NOTIZIE 03 APRILE 2025

Giubileo Salute Mentale, impegno comune per una nuova sensibilità

Roma, 3 apr. (askanews) - Lo scenario epidemiologico della salute mentale è completamente cambiato negli ultimi decenni: emergono con forza bisogni di cura legati alla problematicità dell'adolescenza e dell'ingresso nella vita adulta, con manifestazioni psicopatologiche di tipo comportamentale. Tra ansia e depressione i disturbi mentali sono sempre più diffusi e stanno prendendo il sopravvento, superando per incidenza le malattie cardiovascolari, avvicinandosi ai numeri dell'oncologia. Una situazione allarmante, quindi, al centro del Convegno di studi "Giubileo della salute mentale" all'Università Lateranense di Roma: un'occasione di confronto tra esperti, rappresentanti delle istituzioni, stakeholder del settore e associazioni che ha permesso di analizzare le criticità emergenti e proporre soluzioni condivise per migliorare la risposta sanitaria e sociale alle sfide poste dalla salute mentale.

Orazio Schillaci, Ministro della Salute: "E' una priorità mia, del Ministero e del governo. Ci siamo impegnati subito e abbiamo costituito un tavolo di lavoro coordinato dal prof. Siracusano. Siamo pronti per far uscire questo Piano nazionale sulla salute mentale che manca da oltre 10 anni. Però non è solo un problema, un argomento sentito in Italia, è un argomento sentito in tutta Europa. E' un problema che soprattutto sta interessando le fasce più giovani della popolazione. Per questo ci vuole un impegno importante e bisogna puntare molto anche sulla prevenzione".

Secondo gli ultimi report, in Italia le persone affette da disabilità mentali sono circa 16 milioni: un numero in crescita. Il 75%, circa 12 milioni, soffre di ansia e depressione. Ogni giorno, in Italia, le persone che si presentano in media al pronto soccorso per disturbi mentali sono oltre 1.500. Per questo è necessario affrontare la questione a 360 gradi, con un approccio di sistema, guardando alla salute mentale non solo nella sua dimensione sanitario-assistenziale, ma anche all'inclusione sociale ed economica.

Alberto Siracusano, coordinatore Tavolo Tecnico sulla Salute Mentale Ministero della Salute: "E' un'occasione unica per parlare attraverso i 360 gradi sulla salute mentale, della salute mentale da parte di tutte le persone che sono coinvolte. La One Mental Health, la salute mentale, è ormai un problema evidente della nostra società. Il disagio psicologico, psichico, che attraversa vari gradi, tutte le età della vita, e stiamo vededendo in particolare l'età degli adolescenti. E' veramente qualcosa che segnala una grande sofferenza di cui dobbiamo occuparci".

I casi di disturbi mentali sono quintuplicati nell'ultimo decennio, con un impatto devastante soprattutto sui giovani e sulle categorie più fragili. Dietro le cifre, poi, si nasconde un vuoto doloroso, fatto anche di esclusione sociale: un 3,5% di italiani, oltre due milioni di persone, secondo le stime, non riesce a trovare aiuto. Lo stigma, la paura, ma anche le criticità del sistema li tengono lontani dalle cure.

Massimo Angelelli, direttore Ufficio Nazionale per la Pastorale della Salute CEI: "Ci sono delle emergenze non prese in carico e c'è una sofferenza nella società, particolarmente evidente soprattutto nelle fasce giovanili e adolescenziali. La Chiesa prende in carico queste necessità, queste realtà: schiera tutte le comunità parrocchiali, le 25mila parrocchie che sono in Italia, perchè possano fare un'azione di presa in carico di questi bisogni di curi: non dal punto di vista scientifico, ma dal punto di vista relazionale, anzitutto combattendo lo stigma, che è forse una delle aggravanti più forti di chi vive la patologia mentale".

Per il presidente della CEI, il cardinale Matteo Maria Zuppi, che ha inviato un video di saluto al Convegno, "il professionista che cura la salute mentale è un grande costruttore di umanità e di pace" ed è necessario "rimuovere lo stigma, il pregiudizio che ferisce ed esclude le persone, alimentando la creazione di aree di disagio".

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