Sabina Ciuffini a La Volta Buona, il ricordo (tenero) di Mike Bongiorno e l'accusa: "Lo trattavano malissimo in Rai"
Nello studio di Caterina Balivo, oggi pomeriggio, l'ex 'valletta parlante' ha ricordato il grande conduttore. Ma ha voluto concludere con un messaggio davvero forte.

Oggi a La Volta Buona si è presentata Sabina Ciuffini, ex ‘valletta parlante’ che per anni affiancò in Rai il grande Mike Bongiorno. E nel salotto della Balivo, l’ospite ha parlato proprio del suo rapporto con il conduttore, degli inizi e dell’impatto del suo lavoro sulla cultura femminista dell’epoca. Poi però, in chiusura di intervista, la Ciuffini ha voluto prendere la parola per opporsi ai venti di guerra che stanno soffiando sull’Europa e sul mondo. Ecco i dettagli.
Sabina Ciuffini, il suo ricordo di Mike Bongiorno a La Volta Buona
"Mike era molto moderno, molto avanti", ha esordito oggi Sabina Ciuffini, nello studio de La Volta Buona. "Anche se devo dire che lo trattavano malissimo in Rai, volevano fargli fare questo ‘Rischiatutto’ per tre mesi. E invece niente, lui voleva questa valletta moderna, come diceva lui. E allora venne davanti alla scuola, avevo la minigonna, il cappotto lungo, non potevo uscire la sera. Però evidentemente con l’aiuto di mia madre che firmò…".
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Entra nel canale WhatsAppCosì per Sabina, allora 17enne, iniziò l’avventura del Rischiatutto, che in breve tempo le avrebbe cambiato letteralmente la vita. "Devo dire che io fui sedotta dallo stipendio", ha proseguito l’ospite, "erano 15mila lire al mese. Devo dire che era uno stipendio interessante…e io, con tutto il mio gruppo, ci divertivamo un sacco…perché nessuno aveva soldi, capito? Anche le famiglie benestanti non davano soldi ai ragazzi".
La ‘volta buona’ di Sabina Ciuffini
A questo punto, in studio è intervenuta la Balivo con la classica domanda di rito: "Qual è stata la tua volta buona?". "A me non interessava particolarmente tutto il discorso mediatico", ha spiegato Sabina Ciuffini, "è chiaro che sorridevo tra me e me quando dicevano ‘la valletta parlante’…rimanevo un po’ così, li tolleravo, li compativo. Eravamo ragazze educate, anche se contestatrici, educate…però i vantaggi erano talmente tanti, Mike era veramente adorabile".
E ancora: "È ora di sfatare un po’ di leggende, io andavo lì con la minigonna perché portavamo la minigonna normalmente nella vita. E loro erano ben contenti. Anzi, i pantaloncini corti me li hanno messi loro, nel senso che io prendevo lo stipendio e dicevo ‘cos’è che devo fare?’. Non c’era come adesso la voglia di arrivare e diventare famosi…poi sono diventata famosa anche io, e questo è il punto cruciale, perché lì la vita cambia, non puoi salire più sull’autobus, e influenzi la vita delle altre ragazze, perché effettivamente…non sarò andata in piazza nel ’68, però con questa mia minigonna ho aiutato tante ragazze, che poi il papà diceva ‘se se la mette Sabina, allora te la puoi mettere anche tu’. Quindi è stata proprio una rivoluzione di costume".
L’appello di Sabina Ciuffini contro la guerra
"Il primo anno mi volevano togliere", ha poi concluso Sabina, "ma non l’ho mai saputo. Mi ha sempre difeso Mike…ma Mike, che era il ‘soldato Mike’, era assolutamente ligio alla gerarchia, però sapeva quando si doveva ribellare per amore del suo Rischiatutto".
In chiusura di intervista, però, l’ospite della Balivo ne ha approfittato per fare un appello accorato contro la guerra. Che ha coinvolto e commosso anche la stessa conduttrice. "Questa è la volta buona per raccontare anche cose che non sono state raccontate", ha detto la Ciuffini, "sì parliamo di tante cose carine, però poi sappiamo tutti che stanno succedendo cose gravissime…c’è un problema grave, ci sono venti di guerra".
La Balivo allora è intervenuta per dare il suo contributo finale: "Noi ci possiamo informare, possiamo sapere quello che succede, possiamo fare nel nostro piccolo le nostre scelte, pregare…sperando che questa pace possa arrivare".